Corpo e mente
Breathwork moderno: Wim Hof, respirazione olotropica, e perché non è pranayama con un altro nome
Il metodo Wim Hof e la respirazione olotropica non sono pranayama con un nome diverso: il meccanismo è opposto, iperventilazione invece di respiro lento, e i rischi sono reali e specifici — mai in acqua, mai con epilessia o problemi cardiaci.
Avrai visto i video: qualcuno immerso fino al collo in un lago ghiacciato, che prima ha fatto una serie di respiri rapidi e profondi. O avrai sentito parlare di sessioni di "respirazione olotropica" che promettono stati di coscienza intensi, quasi psichedelici, senza nessuna sostanza. Sono pratiche diverse dal pranayama di cui ti abbiamo già parlato, e la differenza non è solo di nome: è di meccanismo, ed è la ragione per cui i rischi cambiano completamente.
Un meccanismo opposto, non una variante
Il pranayama tradizionale rallenta il respiro, fino a cinque o sei atti al minuto, per attivare il nervo vago e calmare il sistema nervoso. Il metodo Wim Hof e la respirazione olotropica fanno l'esatto contrario: cicli di iperventilazione controllata, respiri rapidi e profondi che espellono anidride carbonica più velocemente del normale. Il formicolio, il capogiro, la sensazione di euforia o distacco che molti riportano non vengono da un rilassamento — vengono da questa alterazione acuta dell'equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica nel sangue. È importante dirlo chiaramente, perché "respirazione" non è un'unica categoria: qui il punto di partenza fisiologico è opposto a quello dei temi di cui ti abbiamo già parlato.
Le origini sono più recenti, e più occidentali, di quanto sembri
Il metodo Wim Hof si ispira al Tummo, una pratica meditativa tibetana dell'ottavo secolo che i monaci usavano per generare calore corporeo e sopportare il freddo estremo dell'Himalaya — ma lo stesso Wim Hof è chiaro nel distinguere il suo metodo dal Tummo originale, sviluppato attraverso decenni di pratica personale e presentato senza componenti religiose, in tre pilastri: respirazione, freddo, mentalità.
La respirazione olotropica, invece, è onesto dirlo, non è affatto una tradizione antica. Fu creata nel 1974 da Stanislav Grof, uno psichiatra pioniere della ricerca sull'LSD negli anni Cinquanta e Sessanta, insieme alla moglie Christina, dopo che quella ricerca venne vietata negli Stati Uniti. Grof cercava un modo legale, senza sostanze, per raggiungere stati di coscienza non ordinari simili a quelli psichedelici, e la sviluppò come terapia in un centro di ritiro californiano. È un'invenzione psichiatrica occidentale del Novecento, ispirata a diverse tradizioni contemplative ma non una di esse.
Un risultato scientifico vero, esteso oltre quello che dice davvero
C'è uno studio, pubblicato su una delle riviste scientifiche più prestigiose che esistano, che ha davvero sorpreso la comunità scientifica: dodici uomini addestrati al metodo Wim Hof, esposti a una tossina batterica che normalmente scatena una risposta infiammatoria, hanno mostrato una risposta infiammatoria attenuata rispetto a chi non era addestrato — la prima dimostrazione che il sistema immunitario innato, ritenuto fuori dal controllo volontario, può essere influenzato consapevolmente attraverso una tecnica di respirazione appresa. Un risultato scientificamente notevole, e vero.
Ma una revisione più recente, su otto trial randomizzati sul metodo Wim Hof, descrive le prove complessive come "molto miste" — campioni piccoli, per lo più uomini, rischio di distorsione alto in sette studi su otto. Trova un supporto specifico proprio per quell'effetto immunitario, coerente con lo studio originale, ma non trova prove solide per molte altre affermazioni diffuse sul metodo, per esempio sulla performance sportiva. Un risultato vero e interessante è stato esteso, nel racconto popolare, a molto più di quanto quello studio, da solo, possa sostenere.
Sicurezza: qui il rischio è reale, ed è diverso da quello del pranayama lento
Questa parte non è un avvertimento di forma. I rischi qui sono specifici, documentati, e vanno conosciuti prima di provare, non dopo.
Il rischio più grave riguarda l'acqua. Iperventilare prima di trattenere il respiro abbassa l'anidride carbonica nel sangue — ed è proprio il livello di anidride carbonica, non quello di ossigeno, il segnale che dice al cervello "devi respirare". Il risultato è che si riesce a trattenere il respiro più a lungo del normale, ma con il rischio reale di perdere conoscenza prima che il corpo segnali il bisogno di aria. In acqua, questo può portare all'annegamento senza alcun preavviso soggettivo. Non è un rischio teorico: sono documentati almeno 11 casi di persone morte dopo aver praticato respirazione stile Wim Hof combinata con l'acqua fredda, con cause legali intentate dalle famiglie. Lo stesso materiale ufficiale del metodo Wim Hof avverte esplicitamente di non praticarlo vicino o dentro specchi d'acqua — un'indicazione che viene dagli stessi ideatori del metodo, non solo da chi lo critica dall'esterno.
C'è anche un rischio cardiaco documentato: secondo la ricerca del professor Mike Tipton, fisiologo dell'Università di Portsmouth che studia da anni gli effetti dell'acqua fredda sul corpo, una persona giovane e sana ha tra l'1 e il 3% di probabilità di sviluppare un'aritmia cardiaca semplicemente entrando in acqua fredda — ma se prima trattiene il respiro, quella probabilità sale fino al 63%. Un salto enorme, da tenere presente per chiunque combini le due pratiche.
Sulla respirazione olotropica, le stesse organizzazioni che la offrono elencano, nei propri moduli di screening, controindicazioni chiare: gravidanza, malattie cardiovascolari, ipertensione non controllata, glaucoma, distacco della retina, ed epilessia — l'iperventilazione è un fattore scatenante noto delle crisi epilettiche. Anche condizioni psichiatriche gravi come psicosi, schizofrenia e disturbo bipolare sono controindicazioni riconosciute, perché l'esperienza può essere intensa al punto da far riemergere traumi irrisolti. È un elenco pubblicato dagli stessi operatori del settore — un buon segno di cultura della sicurezza in questo ambito, che vale la pena riportare con la stessa serietà con cui loro stessi lo comunicano.
Come lo guardiamo a Duale
Il breathwork moderno non è pranayama con un nome diverso: è un meccanismo fisiologico opposto, con una storia più recente e più occidentale di quanto il linguaggio "ancestrale" a volte lasci intendere — la respirazione olotropica ha meno di cinquant'anni, ed è nata in un centro di ritiro californiano, non in un monastero. Ha anche un risultato scientifico genuinamente interessante alle spalle, l'effetto sul sistema immunitario del metodo Wim Hof, che merita di essere raccontato per quello che è, senza estenderlo oltre. E ha rischi reali, specifici, diversi da quelli della respirazione lenta: mai in acqua, mai con problemi cardiaci non controllati, mai con epilessia o una storia psichiatrica seria.
Fonti
- Attivazione volontaria del sistema nervoso simpatico e risposta immunitaria innata, Kox et al., PNAS, 2014
- Revisione sistematica su otto trial randomizzati, metodo Wim Hof, Università di Warwick, 2023-2024
- Inchiesta su 11 casi di morte legati alla respirazione stile Wim Hof in acqua fredda, e dati sul rischio di aritmia cardiaca del prof. Mike Tipton (Università di Portsmouth), Katy Gillett, The National, luglio 2024
Questo articolo racconta pratiche moderne di respirazione e la ricerca scientifica correlata, non è un consiglio medico. Non praticare mai queste tecniche in acqua o prima di nuotare/immergersi. Se hai epilessia, problemi cardiaci, sei in gravidanza o hai una storia di disturbi psichiatrici gravi, parlane con una professionista sanitaria prima di provare, e non praticare da sola la prima volta.